Immaginate una location di mare chic, tremendamente alla moda. Una sorta di Saint Tropez in versione cipriota, dove si vedono sempre personaggi come Sofia Loren, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Raquel Welch o Brigitte Bardot.
Immaginate l’estate del 1974, più precisamente il 15 agosto, quando arriva l’esercito turco a prendere possesso della città. Tutti scappano, lasciando immediatamente le proprie case, i propri beni e tutto il resto.
Siamo nella città di Famagosta (Gazimagusa, in turco), zona est di Cipro, nazione fresca di indipendenza ottenuta pochi anni prima nel 1960, più precisamente grazie al trattato di Zurigo del 1959.
Piccolo excursus: per raccontare la storia di Cipro non basterebbero dieci libri, ma non è questo il mio intento; voglio solo dare una piccola infarinatura storica per aiutare a capire come mai si sia arrivati a tutto ciò.
Se vi interessa solo la parte “pratica” di Varosha andate pure al paragrafo sotto.
Ricapitolando, Cipro ottiene l’indipendenza dalla Gran Bretagna, viene formato un governo diviso in due parti, la maggioranza greco-cipriota e la minoranza turco-cipriota. Come già accadeva in precedenza le due parti non riescono ad andare d’accordo e ognuno cerca di far prevalere la propria volontà. La storia si complica ulteriormente quando la parte greco-cipriota cerca il colpo di stato, che fallisce e crea il casus belli con cui la Turchia, sotto il governo di Bülent Ecevit, procede con l’invasione della parte nord-est.
Si arriva ad un accordo finale in cui l’isola viene letteralmente divisa in due da un muro, che separa la parte nord-est (turco-cipriota) dal resto dell’isola (greco-cipriota). In mezzo viene posta una zona cuscinetto chiamata “linea verde” (green line), proprio perché per dividere Cipro era stata utilizzata una matita verde da Peter Young, colonnello inglese.
Ovviamente non si tratta di una semplice “linea” sottile: in realtà è una fascia di territorio larga variabile, che in alcuni punti è larga pochi metri (soprattutto nella capitale Nicosia), mentre in altri arriva anche a diversi chilometri.
La zona turco-cipriota viene chiamata Repubblica di Cipro del Nord ed è riconosciuta come nazione unicamente dalla Turchia (1983). Lingua diversa, religione diversa, moneta diversa. Nonostante ciò, Turchia a parte, per tutto il resto del mondo quella zona è ancora Cipro.
Oggi, a distanza di cinquant’anni esatti, Cipro è ancora divisa da un muro vigilato dal CYPRFM, corpo speciale delle Nazioni Unite e per andare da una zona all’altra bisogna passare attraverso uno degli otto varchi dove bisogna mostrare i documenti e attendere il consenso di ambo le parti. Ma vediamo ora come fare.
CIPRO NORD, COME ENTRARE
Come appena detto ci sono otto varchi lungo gli oltre 180km che dividono le due zone di Cipro. Il varco principale, quello utilizzato più comunemente da chi passa a piedi, è quello di Ledra Street a Nicosia, capitale di Cipro.
È una via dritta, piuttosto affollata in quanto molto commerciale. Una volta arrivati al checkpoint bisogna mostrare un documento (per noi italiani ci vuole il passaporto, perché con la Carta d’Identità vi rispediscono al mittente) che viene scansionato sia dalla polizia di Cipro e pochi metri più avanti da quella di Cipro Nord. Una volta ottenuto il permesso siete ufficialmente nella parte turco-cipriota di Nicosia (che nella Repubblica di Cipro del Nord chiamano Lefkoşa).
Per chi volesse entrare in macchina ci sono altri varchi, ma ricordatevi che ci vogliono tutti i permessi necessari e l’assicurazione non copre diverse cose a Cipro Nord (in alcuni casi non consente neanche di entrarci con le proprie auto).
Importante: Cipro è Europa, quindi il vostro operatore telefonico non avrà problemi, una volta entrati a Cipro Nord (a Lefkoşa prenderà comunque abbastanza bene) ricordatevi di attivare la tariffa estera del vostro operatore oppure di fare come nel mio caso utilizzando una eSim. Io come servizio ho usato Airalo, facilmente attivabile per 4,5€ con 1GB per tre giorni.
ARRIVARE A FAMAGOSTA
Per arrivare a Famagosta basta prendere la metro verde in direzione Assago e scendere alla fermata dopo Romolo.
Battuta scontata ma doverosa a parte, per arrivare a visitare la ghost town il metodo più semplice è quello di andarci con i mezzi.
Io sono atterrato a Larnaca, da lì poi (fermata Nikolaidis Building, 1 Arch. Makariou G. Ave. – Filiou Tsigaridis) è necessario prendere un bus della Intercity Buses per arrivare a Nicosia, dove si scende al capolinea, Solomou Square, a pochi passi da Ledra Street. Il biglietto costa 5€ (9€ per andata/ritorno), si fa a bordo dell’autobus, solo in contanti e meglio se con i soldi già contati. Ci vuole circa un’ora e dieci e la puntualità non è esattamente la skill più diffusa sull’isola. Ma questa è solo la parte più easy.
Una volta passato il checkpoint ed entrati a Lefkoşa (dopo vi spiego perché è importante sapere i nomi turchi), bisogna raggiungere la stazione degli autobus che si trova all’angolo tra Ataturk Caddesi e Gazeteci Kemal Aşık Caddesi. Si tratta di un parcheggione non asfaltato, con bus e minibus veramente di un’altra epoca piazzati a caso. Non ci sono orari e per capire quale sia quello corretto bisogna chiedere un po’ in giro.
Il biglietto si fa dall’autista, prima di salire e costa 120 lire turche. Ah sì, a Cipro Nord si usa la moneta turca, anche non c’è da preoccuparsi perché praticamente tutti accettano anche gli euro, anche se a volte vanno in crisi per capire quanto resto dare.
Ovviamente cosa molto comoda accanto alla stazione degli autobus ci sono due sportelli ATM dove prelevare.
Su alcuni bus la tratta è indicata con il doppio nome (Lefkoşa-Magusa, in turco e Nicosia-Famagusta, in greco), su altri è solo in turco. Ricordatevi questi nomi, potrebbero farvi risparmiare parecchio tempo quando chiedete informazioni lì in zona.
Bene, una volta partiti a bordo di uno di quei minibus d’epoca è fatta, basta attendere un’ora di viaggio della speranza e si arriva alla stazione degli autobus di Famagosta.
Calcolate, tra una cosa e l’altra, sempre mezza giornata di viaggio (da Larnaca a Famagosta).
DIREZIONE VAROSHA, COME ARRIVARE ALLA GHOST TOWN
La città fantasma si trova a sud del centro storico di Famagosta e ci si può arrivare a piedi, in bicicletta (grazie al servizio di bike sharing Velospeed) o in taxi. Ovviamente le prime due soluzioni sono le migliori; unica cosa se volete usufruire del servizio Velospeed dovete scaricare l’app ed essere in possesso di una carta di credito valida.
La stazione del bike sharing è esattamente accanto all’ingresso di Varosha.
VAROSHA, COSA PORTARE E COSA NO
L’ingresso è gratuito e una volta entrati dal cancello verrete fermati dall’ufficiale di polizia che vi chiederà di controllare lo zaino. Nella ghost town è consentito fare foto e video a patto che non si esca mai dai percorsi indicati e che non si facciano foto ai militari. In quel caso sono amari, ma proprio amarissimi (sì, quelli di cinque lettere che iniziano con la “C”). È vietatissimo portare droni e nel caso qualcuno lo volesse utilizzare da fuori sappiate che qui vi mettono in gabbia, ma sul serio.
Ci sono anche delle zone dove risiedono i militari che non sono fotografabili, ma chiaramente sono indicate dai mitici cartelli rossi. Insomma, potete fotografare e filmare liberamente il consentito, ma occhio a non sbagliare, lì non si scherza.
COME MUOVERSI NELLA GHOST TOWN
Potete muovervi a piedi, noleggiare una bicicletta o un monopattino, oppure fare un giro su una macchina da golf guidata da una guida del posto. Io il primo giorno me la sono fatta a piedi (era domenica pomeriggio e tutto il noleggiabile era già stato noleggiato), mentre il secondo giorno arrivando al mattino sono riuscito a noleggiare una bicicletta. Si noleggia all’ingresso, costa 2,5€ per 4 ore, si paga solo con carta (non sono accettati i contanti).
La bici è straordinariamente comoda, specialmente quella con il cestello davanti per lo zaino. Controllate sempre che le ruote siano gonfie e che il parafango non strisci sulla ruota. Chiaramente dovete lasciare al baracchino dei noleggi il vostro passaporto, che vi verrà restituito a noleggio terminato.
Nella ghost town c’è l’esercito veramente ovunque, vi sentirete leggerissimamente osservati. Seguite sempre i cartelli e non sbagliate mai strada, ricordatevi che dentro lì non contemplano la possibilità di errore.
COSA VEDERE
Ovviamente tutto, girate il più possibile, lentamente, per visionare con calma tutto il paesaggio surreale che vi trovate davanti. Tuttavia ho creato una piccola mappa con quelli che sono per me i punti più importanti da vedere.
HO FAME, HO SETE, DEVO FARE LA PLIN-PLIN
C’è tutto. I bar sono tre: uno piccolo all’ingresso (ideale per prendere le scorte di acqua), uno grande nella prima parte della spiaggia (dove si può anche mangiare) e uno medio nella parte più remota della ghost town, sempre in spiaggia.
Il bagno principale è vicino al bar più grande.
















