Array ( [type] => 32 [message] => Module 'redis' already loaded [file] => Unknown [line] => 0 ) Le erbe officinali di Sale San Giovanni, perla dell'Alta Langa

Le erbe officinali di Sale San Giovanni

di Massimiliano Donghi

Prendete un piano andato storto, aggiungete un consiglio ricevuto poco prima, cuocete il tutto per 30 minuti di consistenti ricerche online e infine condite con un pizzico di fortuna. Ah giusto, non dimenticate il Sale. Mi raccomando, non il sale normale, Sale San Giovanni.
No, non ho picchiato la testa dopo aver visto il programma di cucina della Parodi, ho semplicemente ricostruito la ricetta di un weekend di inizio estate dello scorso anno.

Ho sempre avuto una grande passione per i campi fioriti; dalle magnifiche distese di lavanda in Provenza al panorama colorato di Castelluccio di Norcia, dalle fioriture milanesi al giallo dei campi di colza e di girasole.
Così ho deciso di andare in un altro posto magico, nell’Alta Langa.

 

DOV’È SALE SAN GIOVANNI?

Sale San Giovanni è un piccolo paesino della provincia di Cuneo, in Piemonte, a due passi dalla Liguria lato ponente.
Quando dico “piccolo” è perché intendo veramente piccolo. Infatti Wikipedia segnala che gli abitanti di Sale sono 163.
Per arrivarci le soluzioni sono due: auto/moto o treno.
In auto sono circa 2 ore e mezza da Milano (poco più di 200km), mentre in treno, facendo praticamente il giro del Piemonte, sono 2 ore e 56 minuti con 3 tratte: Milano Centrale – Torino Porta Nuova, Torino Porta Nuova – Fossano, Fossano – Sale Langhe.
Volendo, per i più romantici, c’è anche la soluzione panoramica con vista mare e solo un cambio: Milano Centrale – Savona, Savona – Sale Langhe. Durata totale: 3 ore e 42 gioiosi minuti (direi che se uno non è maniaco del mare questa ipotesi può anche cancellarla).
Ad ogni modo fidatevi, qualunque soluzione scegliate per arrivare a Sale sarà tempo ben speso.

 

LE ERBE OFFICINALI

I campi di Sale San Giovanni sono una miniera d’oro per le erbe officinali. Oltre ai meravigliosi filari viola di lavanda che dominano le colline di questo incantevole angolo di Piemonte, i campi ospitano numerosi tipi di erbe officinali come Elicriso, Issopo, Salvia, Melissa, Finocchio, Enkir e molte altre ancora.

Ma è sempre stato così? No, e permettetemi un piccolo excursus di carattere storico.

L’Alta Langa, ubicata a due passi dalla Bassa Langa dei vini pregiati e confinante con l’entroterra ligure, è una zona dove l’industria non ha mai preso piede veramente e dove si è vissuto di agricoltura.
Da sempre considerata una zona povera, con terre difficili da coltivare a causa della scarsità di sostanze organiche e per via di una pendenza che rendeva complesse anche le operazioni più semplici, quando arrivano gli anni ’60 e ’70, con il richiamo delle industrie verso le città di Torino e Savona, i contadini si trasformano in operai e i campi coltivati diventano territori abbandonati.

Sembrava un destino segnato, ma poi una coraggiosa svolta ha cambiato tutto.

Torniamo però indietro un attimo nel tempo per capire come è avvenuto tutto ciò, grazie a storie che si intrecciano.

La prima tappa è l’anno 1890, quando nasce Carlo Domenico Prandi, ferroviere e uomo di grande cultura, con un’enorme passione per la botanica. Quando non si occupa di treni passa il tempo nei campi della sua residenza, dove oltre a coltivare le piante del posto crea un arboreto con specie sino a quel momento mai viste nella zona. Un giardino magico, dove ogni aspetto era fantasticamente curato.
Nel 1961 Prandi muore e quell’angolo di paradiso, in poco tempo, diventa un luogo desolato.

Dopo anni di abbandono, con il paese che si svuota sempre di più, sono due giovani salesi, Pierluigi Piovano e Romano Vadda a riscoprire l’incredibile valore dell’arboreto Prandi.

Negli anni successivi a Sale iniziano anche a cambiare le coltivazioni, si passa così alle erbe officinali, più adatte a quel tipo di terreno e utili per la creazione di oli essenziali per la cosmesi e aromaterapia.

Ad oggi le colture officinali sono una scommessa vinta, che ha reso Sale San Giovanni uno dei poli più interessanti in Italia in questo ambito.

Da alcuni anni poi si è sviluppato anche il turismo e sono stati creati diversi percorsi per visitare questa zona meravigliosa.

 

QUALE PERCORSO FARE?

Come indicato nella cartina creata dal Comune di Sale (qua sotto in PDF) è possibile seguire 4 percorsi diversi: 1 agripanoramico (percorso verde) e 3 di trekking (percorso azzurro, arancione e marrone).

  • VERDE (7,5km): è quello più facile e più utilizzato, composto da strada comunale asfaltata. 
  • AZZURRO (9,8km): il più lungo, diviso a metà tra sentieri e strade asfaltate.
  • ARANCIONE (9km): il più impegnativo, con sentieri e strade sterrate, ma a mio avviso il più bello.
  • MARRONE (1,1km): è il più breve, ma è imperdibile perché conduce all’arboreto Prandi.

Qui sotto è possibile visualizzare due cartine, in formato PDF, dei percorsi e di Sale San Giovanni:

 

QUANDO VISITARE SALE

Premesso che, a mio parere, piccole realtà come Sale San Giovanni sono da visitare in qualsiasi periodo dell’anno, è anche vero che per lustrarsi gli occhi con i colori delle fioriture il periodo ideale va da metà giugno fino a metà luglio.
In queste settimane le colline dove si adagiano i campi offrono delle sfumature stupende che in un nanosecondo ti fanno dimenticare qualsiasi cosa.
E, cosa non da poco, che forse un po’ ormai sottovalutiamo a causa dell’utilizzo della mascherina, oltre alla grande varietà di colori c’è anche un gran numero di profumi inebrianti.

 

 

ALL YOU NEED IS SLOW (TOURISM)

C’è anche un aspetto negativo in tutto ciò. Nel 2020, a causa degli spostamenti “limitati” dalla pandemia, è ripartito il turismo all’interno dell’Italia. Il che è una cosa molto positiva, tuttavia il numero di visitatori è aumentato così tanto da mettere in crisi il sistema esistente.

Giusto per fare un esempio, le prime cose che ho notato arrivando alla partenza dei percorsi sono state:

  • un numero di macchine da casello di Melegnano a fine agosto;
  • un rumore di clacson da Corso Buenos Aires il venerdì sera alle 18;
  • una mandria di gente che si fa selfie in mezzo ai fiori calpestandoli nel peggiore dei modi.

Guardando il lato personale sono stato fortunato, perché appena arrivato è scoppiato un temporale copioso che, oltre ad avermi trasformato in una spugna ha fatto scappare chi passava di lì per “un selfie & fuggo”, lasciando così ampio spazio per camminare e fotografare. Ma detto ciò mi sono posto una domanda: vale davvero la pena buttarsi in questo casino nei weekend?

Sia chiaro, vale sempre la pena fare un giro a Sale San Giovanni, anche fuori dai percorsi delle erbe officinali, ma va fatto seguendo i suoi ritmi. Posti così piccoli hanno bisogno di slow tourism.
Sono da visitare durante la settimana, senza fretta. Lo smart working, per chi ne può usufruire, sta dando un’opportunità pazzesca da questo punto di vista.

Sfruttiamola.

Buon viaggio!

 

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