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La magia di Santorini in bassa stagione

di Massimiliano Donghi
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I colori di Oia, Santorini

Da veramente tanto tempo volevo andare in Grecia e quando mi si è presentata l’occasione “Oia” l’ho colta al volo. La Repubblica Ellenica è grande, bella, piena di isole e con un mare con dei colori per cui non hanno ancora inventato degli aggettivi qualificativi adatti per descriverli.
In particolare poi sono sempre stato attratto da Santorini, frequentatissima isola di origine vulcanica dell’arcipelago delle Cicladi. Ovviamente però a me non piacciono i luoghi troppo affollati, quindi ho scelto un periodo di bassa stagione per andarci, inizio aprile.

COME CI SI ARRIVA?

Principalmente per via aerea, grazie al piccolo aeroporto situato circa a metà dell’isola e ai numerosi voli anche low-cost che atterrano ogni giorno. Io ho preso proprio uno di questi, partendo da Malpensa un bel sabato very early in the morning.
Una volta atterrati, fuori dall’aeroporto, ci sono dei “caratteristici” autobus che vi porteranno direttamente alla stazione centrale dei pullman di Fira, capoluogo dell’isola, che non è altro che un piccolo parcheggio all’aperto dove gli ingombranti mezzi, praticamente incastrati, a rotazione partono per le principali destinazioni.
Per chi come me ha scelto Oia come meta del viaggio ricordatevi una cosa importante: si scrive Oia ma si pronuncia Ia.

PERCHÉ SCEGLIERE OIA

Santorini è spettacolare, con diverse destinazioni, una più bella dell’altra. Ho scelto Oia come base del mio soggiorno principalmente per due motivi: è la parte più tranquilla dell’isola e ha delle location pazzesche da cui godersi un tramonto considerato tra i più belli d’Europa.
Anche se è la zona più costosa di Santorini in bassa stagione su booking.com si trovano delle offerte veramente vantaggiose a cui è davvero impossibile rinunciare.
Sebbene spesso venga etichettata come un’isola per “fighetti”, in realtà è un posto per tutti. Infatti a seconda della zona varia anche il tipo di turismo.

La magica vista delle cupole di OiaLo sguardo di un gatto di OiaAlbero spoglio nel cuore di OiaLe campane della chiesa di ImerovigliChiesa Timios Stavros tra Oia e FiraI colori del pomeriggio inoltrato a SantoriniGatto di Oia, SantoriniIl mare di SantoriniTramonto di SantoriniOia vista da una posizione speciale

I COLORI DI SANTORINI

Quando si parla di Santorini e colori le prime cose che vengono in mente sono le casette di calce bianca, le chiese ortodosse con le cupole azzurre e i tramonti infuocati che rendono l’isola ancora più bella. Ma questa perla delle Cicladi offre ancora di più.
Infatti nella zona sud troviamo tre spiagge che incantano con i loro colori. Red Beach, come dice il nome, è caratterizzata dal colore rosso della sabbia vulcanica. Un vero e proprio spettacolo per gli occhi, anche sott’acqua, dove è molto piacevole fare snorkeling.
Accanto a Red Beach c’è White Beach, più piccola e più indicata per il relax, ma sempre di grande impatto visivo.
Più a est invece troviamo Perissa Black Sand Beach, dove una spiaggia di colore nero incanta la nostra vista.
Data la loro vicinanza è possibile anche visitarle tutte e tre nella stessa giornata.

COME SI MANGIA?

Sarà che sono di parte perché ho un debole per la cucina greca, ma a Santorini ho mangiato davvero bene. Oltre ai classici piatti ellenici come il gyros o la greek salad ho avuto modo di provare diverse specialità del posto, come le Domatokeftedes. Sono invitanti frittelline di pomodoro con menta fresca, cipolla e origano.
Ecco, i pomodori. Per chi come me è un amante di questa verdura a Santorini ne mangerete a quintali perché sono squisiti.
Per una serie di coincidenze astrali del tutto non calcolate poi sono capitato sull’isola durante la Pasqua ortodossa. Ho potuto quindi testare un numero incredibile di piatti speciali, tra cui molti dolci. In particolare mi ha stregato la Melitinia, a base di ricotta non salata (myzithra) e Mastica di Chios.

Essendo un territorio di natura vulcanica Santorini si è rivelata sin dall’antichità una location perfetta per la viticoltura. I vini di quest’isola sono pregiati e molto particolari; è impossibile non gustarli.
Quello che consiglio a tutti è uno dei più noti dell’isola: il Nixteri. Si tratta di un bianco secco con uvaggio 100% Assyrtiko (vitigno più famoso) e caratterizzato da un’alta gradazione alcolica, 15°. Il nome significa “notturno” in quanto l’uva veniva pigiata di notte.
Imperdibile anche il Vinsanto (stesso nome ma differente da quello toscano e umbro), vino bianco dolce con una gradazione alcolica più gentile, , e uvaggio 75% Assyrtiko e 25% Aidani.
Se come il sottoscritto amate le degustazioni e vi interessa acquisire uno 0,2% di credibilità quando parlate dei vini dell’isola tra marzo e novembre è possibile visitare le aziende vinicole dove gli autoctoni vi racconteranno vita, morte e miracoli dei loro prodotti.

La bandiera della GreciaTramonto di Oia visto dal KastroET telefono OiaLe campane di SantoriniVista di Oia dal KastroFinestra sul mare a OiaLa scala a ImerovigliChiesa ortodossa SantoriniSteccato di Oia

DA NON DIMENTICARE

Tra le tante cose belle che si possono fare a Santorini c’è la visita al paesino Pyrgos, punto più alto dell’isola che offre un panorama super, ideale per degli scatti fotografici interessanti. Da qui è spettacolare vedere sia l’alba che il tramonto.
Nella zona sud invece, oltre alle tre spiagge di diverso colore, una perla per cui vale la pena sacrificare qualche ora è senza dubbio il faro di Akrotiri. Non tanto per il faro in sé, che va bene, è molto carino, ma per la zona.
Sei immerso nel silenzio, con un paesaggio strepitoso davanti e il vento che porta lontano i tuoi pensieri. Semplicemente magico.

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